MAX MAO - Il cavalier servente

ORMEA, piazza NANI - venerdì 15 luglio ore 21

Da https://www.ideawebtv.it/:

Max Mao e il suo "Cavalier Servente": "Racconto il fantastico come fuga dal disagio"


L'autore di Diano d'Alba, recentemente pubblicato dalla casa editrice ilcielostellato, racconta la sua esperienza tra racconti, poesie e teatro


"Sono un lettore onnivoro (e vorace) e non ho una vera preferenza di genere letterario. La storia, però mi ha sempre affascinato e, sovente mi ritrovo a pensare come sarebbe potuta andare se si fossero verificati fatti diversi da quelli accaduti. Ne 'Il cavalier servente' sono partito da un fatto veramente accaduto nel XVII secolo che ha delle analogie, direi inquietanti" con la bolla dei derivati del 2008. Lì ho pensato che l'uomo non impara mai dai propri errori e che c'è una componente impressionante di follia nel nostro comportamento".

A parlare è Max Mao, scrittore di Diano d'Alba, in libreria con "Il cavalier servente" (ilcielostellato edizioni). "Artigiano della penna, del calamaio e della saldatrice a elettrodi" - come recita la descrizione sul suo profilo Facebook personale - , gli abbiamo fatto qualche domanda in merito a lui e alla sua attività creativa.

"'Il Cavalier Servente' è una storia che si svolge in parte nel XVII secolo quando si sviluppò la bolla dei tulipani, o tulipomania che dir si voglia, e in parte nel XX secolo, quando incontreremo alcuni dei protagonisti del romanzo - racconta Max in merito al romanzo - . Un gruppo eterogeneo e apparentemente male assortito di "eroi" che si ritrovano, loro malgrado, proiettati in imprese che non avrebbero mai immaginato e che segnano significativamente le loro esistenze. Impareremo a conoscere Oscar, Lucrezia e Luigino che, con l'aiuto di un altrettanto improbabile esercito, riescono a sconfiggere il cattivo di turno. Azione, amore e sentimenti di vario genere percorreranno tutto l'arco della narrazione con frequenti colpi di scena e di scenario".

Una narrazione di genere fanta-storico, insomma, che da qualche anno a questa parte sembra davvero aver preso piede in una gran quantità di media della cultura popolare. Affezione su cui Max riflette e che ricollega alla necessità di evadere da un "quotidiano che sta diventando sempre più complicato per tantissime persone": "Questo il motore che porta sempre più lettori a scegliere questo genere nel quale la realtà non ci opprime, ma sovente ci offre delle vie di uscita dal nostro 'disagio'. Un viaggio ad occhi spalancati verso mondi alternativi che, più o meno distopici, sono abitabili in un modo diverso dal consueto".

E il mondo di Max, un po' diverso dal consueto, è sempre stato. "La mia passione per la scrittura viene da lontano - continua a raccontarci rispetto alla sua esperienza con la narrativa letteraria - . A 10 anni ho cominciato a scrivere il mio primo romanzo, l'avevo intitolato 'Il vascello fantasma' ma la giovane età mi ha giocato contro: dopo una ventina di pagine, gli argomenti e anche un po' il vocabolario mi sono venuti meno ed ho interrotto. Ho continuato a scrivere poesie che poi mi hanno portato a pubblicare il mio primo libro, "Contrasti Apparenti", per la casa editrice Ennepilibri di Imperia".

"Le poesie vengono di getto, spinte sovente da una parola, da un suono, da un profumo: poche righe, sovente su un foglio di carta da formaggio, intrise di significati sovente metaforici che i lettori sono invitati a fare propri. I racconti hanno una maggiore costruzione, richiedono più tempo ma anch'essi scaturiscono da sensazioni momentanee, improvvise, che mi devo appuntare da qualche parte per non perderle nella marea di pensieri quotidiani: si esaurisce in poche pagine ed invita a pensieri e ricordi. Il romanzo, infine, è un viaggio intorno al mondo, i suoi personaggi prendono vita e la vivono, sovente contro la volontà dell'autore: succede infatti che le loro storie assumano traiettorie inaspettate anche per lo scrittore stesso, credo che il segreto sia assecondarli e lasciare che raccontino le proprie vicende come meglio credono. Di fatto adoro e continuo a percorrere tutte le vie narrative, non riesco proprio a preferirne uno".

La passione per la narrazione e la creatività di Max, comunque, non si ferma - e non si è mai fermata - al "solo" mondo letterario. E' anche un grande appassionato di teatro: "Ho cominciato ad amarlo all'asilo, quando le suore ci facevano vedere spettacolini con i burattini: persino una piccola peste come me riusciva a stare tranquilla durante quelle rappresentazioni e, a nove anni ho costruito il mio burattino Panciallegra con il quale, dopo aver scritto una piccola storia, ho fatto una "tournéé", insieme ad altri tre compagni, nelle classi della scuola - continua a raccontarci Max - . Di lì in poi, il mio amore per le scene è cresciuto continuamente. Ho frequentato 2 scuole di teatro e ho partecipato ad una serie infinita di stages, ho recitato con diverse compagnie che mi hanno portato nei più bei teatri italiani e in alcuni all'estero. E ora sto coronando un altro piccolo sogno: insegno a due classi di eterogenei allievi quello che so di questa meravigliosa materia che insegna a sognare e ci permette di essere qualunque personaggio".

"Nella scrittura tutto questo torna estremamente utile, possiamo dare vita a personaggi e situazioni che mai vivremmo nella realtà. Sogno, questo è il segreto! E, in questo sogno, nove miei racconti sono diventati uno spettacolo intitolato "Storie di Borganza" che per cinque anni abbiamo portato sulle scene di molti teatri con tanta, tanta soddisfazione, soprattutto per il loro incredulo autore".

E ora, il vulcanico Max come sta vivendo questi mesi post-pubblicazione? "Ggongolo nel sapere che i lettori lo apprezzano e ne rimangono colpiti, ma nel contempo continuo a fare ciò che mi fa stare bene: scrivere lasciando andare in giro la mia fantasia e i miei ricordi: ci sono un po' di cartelle che stanno crescendo ed entreranno nel cassetto dei desideri, ma non svelo ancora nulla, non disturbiamo i bimbi in gestazione - dice ancora - . Nel futuro più prossimo ci vedremo in giro per librerie, biblioteche e, soprattutto, luoghi 'non deputati' per far conoscere le vicende de 'Il cavalier servente'; sarà un connubio fra il romanzo e il teatro, un micro spettacolo a cui farà seguito la piacevolezza dell'incontro con i lettori e i curiosi che vorranno entrare nel mondo di Luigino, Oscar e Lucrezia".