PAOLA CEREDA - La figlia del ferro

ORMEA, piazza NANI data e ora da definire

PAOLA CEREDA

 Per due volte finalista al Premio Calvino (2001, 2009), nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo Della vita di Alfredo, (Bellavite Editore). In seguito Se chiedi al vento di restare (Piemme, 2014), Le tre notti dell'abbondanza (Piemme, 2015, Giulio Perrone Editore, 2020). ConConfessioni audaci di un ballerino di liscio (Baldini&Castoldi, 2017) è stata finalista al Premio Rapallo Carige e al Premio Asti d'Appello, e ha ricevuto la menzione speciale della Critica al Premio Vigevano. Nel 2019 il romanzo Quella metà di noi (Giulio Perrone Editore) è stato nella dozzina del Premio Strega, ha vinto il Premio Brianza e il Premio Segafredo Zanetti "Un libro, un film".

Iole è dell'Elba, isola di miniere e di ferro. Il bombardamento del 1943 la costringe ad affrontare da sola l'occupazione tedesca e i lunghi mesi che precedono la liberazione. Lavan­ daia e figlia di un anarchico che le ha insegnato l'importanza di non avere padroni, non ha timo­ re di vivere il proprio corpo e assecondarne gli appetiti, che sia con un soldato in partenza per il fronte o con Mario, il giovane vicino pieno di pro­ messe. Arriva il 1944 e con esso lo sbarco degli al­ leati. Tra loro c'è anche Ibrah, fuciliere senegalese delle truppe coloniali francesi. La popolazione fe­ steggia ma subito si rende conto che le ore succes­ sive saranno le più drammatiche da sopportare

e le più difficili da raccontare.

Ci sono corpi a legare le fila di questa storia: il corpo di Iole e quello di Ibrah, i corpi delle donne e quelli dei soldati. E ci sono domande che hanno il compito insolito di restare ciò che sono: soltan­ to domande.

Paola Cereda si ispira a un episodio del nostro passato recente, dai più dimenticato eppure em­ blematico, per raccontare la carne e il ferro, le fra­ gilità e gli atti di coraggio che muovono la Storia.